martedì 15 dicembre 2015

Influenza e ripresa

Eh già, la sboronata del giro in moto a zero gradi l'ho pagata cara!
Lunedì era di riposo, ma il martedì successivo ero già annegato nel più odioso dei raffreddori.
Il raffreddore è una patologia temutissima dei maschi, e in particolare da quelli sportivi, perchè non si sa il motivo, ma quando un raffreddore se lo busca un uomo, pare sia la peggior sorte subito prima della peste bubbonica!
All'inizio facciamo un po' finta di niente, ingoiamo qualche antistaminico e facciamo pure i baldanzosi mentre annientiamo la foresta amazzonica a forza di fazzoletti kleenex, ma dura lo spazio di poche ore...
quando gli starnuti e gli smoccolamenti scandiscono come un metronomo in ticchettio del nostro cervello (oddio... cervello...) mentre si dibatte nell'atroce dilemma tra la consapevolezza che fare il successivo allenamento significa passare da raffreddore a peste bubbonica, e l'irresistibile e divinamente puerile impulso di fare quel cazzo si allenamento, sia mai che al prossimo olimpico di maggio non arrriviamo una volta ancora merdesimi!!
Magari dietro al nostro diretto rivale in squadra!!!
Orrore!
Così ci si prepara la borsa nuoto e si dice pure alla moglie che alla sera non si torna a cena, fingendo di non vedere il ghigno di lei, che sa già tutto!
Poi alle 18, ridotti a uno straccio, con un mal di testa fotonico, smoccolanti che Slimer dei Ghostbusters ci fa na sega, ci si guarda, soli con sè stessi, nello specchio del bagno, e si vede un omino riflesso negli occhi, più lucidi dell'argenteria della nonna , che sventola una bandiera bianca e s'inginocchia chiedendo pietà.
Allora ti scappa detto che:- Sei un bel pirla! - e si manda un laconico messaggio alla consorte per avvisare del cambio programma.
Ma perchè alle donne un raffreddore non fa st'effetto??
Secondo me la cattiveria congenita delle donne è un potente battericida e loro si salvano sempre. Al massimo due o tre soffiatine e via!!
Va bhe, a farla breve, la cosa s'è tirata avanti fino a sabato.

Domenica il Roccia chiede compagnia alle 15 per una nuotatina.
Incurante dei 3 etti di risotto alla zucca appena trangugiati, mi presto all'esperimento.
In piscina troviamo anche Cristiana, sfuggita alla famiglia per allenarsi per l'arrampicata sportiva.
Così mi ha detto! Siccome io mi faccio i cazzi miei, non ho capito ma ho finto molto bene.
Dunque dopo un buon riscaldamento ci siamo sciroppati una piramide tipo 50 stile palette e bombolo + 50 solo gambe + 100 palettebombolo + 100 solo gambe e così via fino a 200 e poi a tornare fino a 50 mt di nuovo.
Na cosa caruccia!!
Ho capito al metro 1000 che le mie gambe non sono fatte per il solo gambe e che il risotto non è fatto per la piscina delle 15!
Segantino, che piange il morto per inculare il vivo, all'inizio si lamenta della schiena poi a metà esercizio e se ne va tipo idroscafo aumentando l'umidità dell'aria con gli schizzi del suo possente battito di gambe!
La Cristiana, una mastina che non si direbbe dal suo peso di 40 kg bagnata, non ha mollato un metro.
Bell'allenamento!

Ieri mattina sconforto totale.
Mi sveglio con i piedi di balsa, come il Vitello di elio e le Storie Tese, e raggiungo la cucina con la stessa eleganza di un pinguino fuori dall'acqua.
Siamo messi bene!!
Una bella tirata ai piedi, una bella massaggiata con la pallina, e a pausa pranzo mi faccio una corsa altro che!
Del resto non so mica più cosa posso fare per riavere i miei piedi di una volta!!!
Sono andato molto a sensazione e mi sono concesso qualche esercizio di andatura, con l'unica novità che ho ascoltato un po' di musica correndo.
Qualche giorno fa mi è venuta voglia di farmi una piccola compilation di musica motivante, visto che Roccia non ha colto le mie velate richieste di avere le sue raccolte che usava a spinning quando era Aguzzino. Ho inserito la funzione shuffle e ne è venuto fuori circa questo:
Jamiroquai   Virtual Insanity
Foo Fighters - Best Of You
50 Cent - In Da Club (Int'l Version)
Pirates Of Caribbean - He's a Pirate (long version)
System Of A Down - Chop Suey!
Molto bello!
Ho schivato le merde di cane con più gusto!

Oggi giro bici col Capo.
L'ho un po' costretto a fare l'argine sterrato dell'adige fino all'altezza di Lendinara, ma non era contento, perciò siamo rientrati per l'argine asfaltato padovano.
Na fadiga bestia!
Avevo il cuore sempre oltre 160 battiti al minuto, spesso a 170, che significa fuori soglia persino per la corsa figurati per la bici, per quanto mtb!!
Mi sono portato pure la telecamerina, giusto per fare una prova d'uso, visto che non l'ho mai adoperata, ma è servita solo per filmare la mia disfatta: tanto all'andata quanto al ritorna il buon Paolo mi ha, come si dice in termine "tennico", dato le canne!!!
Perciò quando vedrò la ripresa, non ci sarà altro che un puntino bianco e rosso che si allontana inesorabilmente da me, che arranco.
Sono sicuro che è stato l'atrito della sport cam sul casco a rallentarmi!!!
Ecco!!!
Bastarda!
In ogni caso portato via 40 chilometrini buoni!


lunedì 7 dicembre 2015

Off Road e neve

Sono sincero... non ne avevo voglia..!
Non ne avevo voglia come non mi è mai capitato!
Mesi che non inforco la moto, fuori fa un freddo umido che è stomachevole e minaccia pure nebbia!
Chi me lo fa fare di vestirmi da Robocop e sciropparmi 240 chilometri in moto tra andata e ritorno per due o tre ore di fuoristrada!!!???!!!

Ma avevo promesso, e ogni promessa è debito..
La catena è ingrassata, la batteria carica, il manubrio l'ho rialzato e ho anche fatto un cupolino home made che non interferisca col suddetto manubrio!
La vestizione del mattino è sempre imbarazzante!
Prima l'intimo tecnico, che paio uno di quei manichini bianchi e neri che esponevano nelle farmacie quand'ero piccolo, pile sportivo, poi l'armatura per spalle e busto, pantaloni imbottiti con le protezioni del ginocchio... già così sono infagottato che un giocatore di football americano mi fa un baffo!
Resisto alla tentazione di tirarmi due righe nere sotto gli occhi e proseguo con gli stivaloni: infilare il primo è uno scherzo, ma col secondo è matematico che inizio a zampettare per tutta la cantina su un piede solo nel tenntativo di non schiantarmi al suolo.
Altro maglione imbottito e infine giacca tecnica!
A questo punto sono più largo che alto e passo a stento per la porta!
L'atto di infilare lo zaino è semplicemente penoso! Come una cimice che tenta disperatamente di rigirarsi dritta mentre sta di schiena!
Per fortuna non mi vede nessuno!
Arrivo davanti al garage e cerco affannosamente le chiavi in una delle millemila tasche del giubbotto tecnico. Sì, ce le ho messe un minuto prima, ma stavo pensando alla pressione delle gomme e se mi ero ricordato di attaccare il telepass al cupolino!!!
In viaggio!
Sulla rotatoria di Tre Martiri mi infilo con circospezione, che co sto freddo non si sa le gomme fin dove tengono...
Poi via in autostrada!
Oddio, prima due bei bestemmioni perchè a Rovigo sud non in moto non mi si alza mai la sbarra!!! Per me abbiamo i sensori del 1620 e se non passi almeno con un mezzo agricolo non si alza nulla!!!
In autostrada la temperatura corporea scende precipitosamente di un grado al minuto e in 10 minuti ho già le mani che gridano vendetta!
Dalle auto percepisco sguardi sbigottiti e nonostante in moto, lo ammetto, ci si sente sempre un po' fighi, in realtà lo so che non posso che apparire un mona totale!
Ad un certo punto uno mi supera e vedo che mi fa dei gesti incolsulti da dentro il suo caldo abitacolo... Che sarà mai??
Mi preoccupo di non star lì lì per perdere qualche pezzo, ma dal momento che il tipo non fa altro che quei gesti, mi limito a pensare che sitia gridando che sono un fenomeno (improbabile) o che stia litigando con sua morosa (garantito!)
La nebbia si infittisce e scopro la nuova grande passione degli italiani:
IL RETRONEBBIA!!
Sebbene ci sia una nebbia che per un polesano è del tutto risibile, con una visibilità di almeno 150 metri, ZAC!!, che tutti hanno il loro bel retronebbia acceso!!
Io dico che ci son persone che non attendono altro che un filo di foschia per fiondarsi fuori casa e sparafleshare il loro bel retronebbia negli occhi del primo sfigato.
Credo sinceramente che alcuni comprino l'auto in base alla potenza del retronebbia!!
Il retronebbia come nuovo archetipo di simbologia fallica!!!
Cazzo!!!
Ma se c'è così poca nebbia che vi posso contare i peli del culo mentre siete seduti sulla vostra comoda Audi!!!!
Che cazzo è che vi fa indirizzare il vostro ditino  mefistofelico verso quel tasto da sempre nascosto in ogni auto del mondo e appicciare sto raggio laser che non serve a un benemerito!!!! Se c'è un coglione che arriva su ai 300 all'ora, vi fa carambola con retronebbia o senza!!! Noialtri normali vi abbiamo già visto da tempo!!!
Non sapete dove sta la ruota di scorta, non sapete se e quando va fatta la manutenzione, se vi spostano il cursore sulla plafoniera interna andate in paranoia, ma boia d'un mond leadar! Nascete e pigiate il retronebbia ancor prima di ciucciare un po' di latte!!!
Per fortuna la transalp del 1993 non è dotata di lanciarazzi, altrimenti sarei un pluriomicida!

Arrivo al rendez vous di Campodarsego, ma i compagni non mi danno molto tempo per riprendermi e solo a Castelfranco la nebbia svanisce. Anzi, si affaccia un timido sole!
Ancora filari e filari di capannoni, veicoli, case e fialmente sfiliamo sul ponte che attraversa il Piave, prima di Valdobbiadene.
Che meraviglia di spettacolo!!
Tutti quei ciottoli bianchi inframmezzati da mille rigagnoli iridescenti e sullo sfondo il verde dei boschi e le cime delle prealpi, mentre sui pennoni lungol il ponte, dritti come soldati sull'attenti, sventolano le bandiere dell'italia!!
Inizia la salita che porta a Pianezze: mille curve si snodano sul versante ripido del monte.
Entriamo nelbar del Residence Miravalle tutti intirizziti e una brioche e un buon cappuccio ci ridonano la vita.
Via le imbottiture, su il collare e i guanti da enduro e via verso gli sterrati.
Le vacche sono nelle stalle per cui  troviamo i cancelli già aperti.
Facciamo un paio di foto di rito mentre siamo ancora tutti interi e proseguiamo scendendo sul versante opposto, sulla carrettera di sassi smossi.
Arriviamo nei pressi di uno dei primi tornanti in ombra ee.... sorpresa: pieno di neve e ghiaccio!
Ops...!
Allora, se già fare un tornante ghiacciato per alcuni può essere imbarazzante in auto, figuratevi a cavallo della mia bestiola di 230 kg su cui tocco solo con la punta dei piedi in piano!!!
Mi blocco come il peggiore dei muli ostinati!!!
Gli amici, più esperti e con mezzi più agili, mi vengono in soccorso: m'invitano a mettere le ruote fuori della carreggiata, sui sassi e la neve fresca, funziona.
Poi nel pezzettino finale putroppo faccio male i conti, freno un attimo prima che finisca il ghiaccio e PATATRACK!
Sono per terra!
Non è la prima volta, per cui non mi faccio sorprendere dal panico, ma mi rode aver già sbattuto!
Leva del freno andata, o meglio, danneggiata, per fortuna funzia ancora...
Riprendiamo il cammino, scendiamo in mezzo al bosco.
La moto sobbalza, scarta, ma, come dicono gli enduristi, dopo una caduta è tutto più facile!
Tengo il peso indietro, il gas puntato e il freno dietro pronto.
Mi diverto a sfrizionare sui piccoli massi o sui cordoli di scolo, per alleggerire un po' l'anteriore e superarli più agilmente!

Il clima pare di un'altra Italia!
Un soliciattolo esitante si fa strada tra le chiome ingiallite degli alberi e il sottobosco è un quadro dai colori caldi e dai segni geometrici tracciati dei tronchi degli alberi.
Quando ci fermiamo per riprendere fiato, è pura poesia.
A motori spenti, solo il fruscio delle foglie e qualche cinguettio sparuto.
Proviamo a imboccare una strada mai seguita, che dovrebbe portare a Posa Puner, che scende verso una piega della montagna, ma al termine di un lungo declivio, incontriamo un'altra curva innevata. I miei due colleghi provano a passare, ma la risalita al di là della curva è troppo smossa e Vale cade senza danni.
Si torna indietro.
Ci dirigiamo verso la conosciuta Malga Barbaria.
Inontriamo ancora un paio di punti innevati che superiamo con circospezione, ma prima di giungere a destinazione, un lungo tratto di neve battuta richiede di nuovo la nostra attenzione.
Questa volta è Mirko che mette male una ruota e va giù, anche lui per fortuna con modeste conseguenze.
Ritorniamo finalmente sulla strada asfaltata.
Tiro un sospirro di sollievo.
Non posso dire di non aver temuto di dover lasciare la mia moto in fondo ad un sentiero per l'impossibilità di affrontare una salita ghiacciata!!!
Non so se la rifarei, ma sono state tre ore di avventura, che lascia in bocca quel sapore metallico e nelle vene l'adrenalina che è vita.
E tutto quel che vedi ti pare più vero, più guadagnato.
A pochi chilometri dalla civiltà hai affrontato il tuo piccolo viaggio.
Di nuovo al bar, ci rifocilliamo tra risate e racconti e, non del tutto paghi, decidiamo di esplorare un altro sentiero che dovrebbe portarci a valle, ma la ricerca è infruttuosa e dopo pochi chilometri di strada bianca rinunciamo a trovare un sentiero percorribile dai nostri bestioni.
Facciamo dunque rientro verso casa.
Nella nebbia.
Il casello di Padova funziona.
Restano le mani gelate e, davvero, il cuore caldo per la bella giornata!






sabato 5 dicembre 2015

Obbiettivi e sentieri.

Mi viene in mente che l'altro giorno, alla mia seconda corsetta, mi concentravo sulla mia postura, sull'appoggio dei piedi, mentre schivavo cacche e buchi di talpa vicino all'adigetto, e mi chiedevo cosa mi avrebbe mostrato alla fine quella meraviglia tecnologica che mi poortavo sul petto, ovvero il cardiofrequenzimentro che attraverso un accelerometro misura le dinamiche di corsa: oscillazione verticale, tempo di contatto col suolo e altre amenità simili...
Con tutta sta tecnologia, tuttavia, la cosa ridicola era che ero costretto a pizzicarmi continuamente la maglia per tirare verso l'alto suddetta fascia che mi scivolava inesorabilmente verso il basso.
Ora, mi par chiaro che a qualsiasi runner di sapere l'oscillazione verticale del proprio ombelico non può fregare un gran chè.
E, sembrerà strano, neanche a me!
Putroppo in quelli che, come il sottoscritto, non hanno (ebbene no...) gli addominali definiti a tal punto che se sistemi la fascia nel solco tra i pettorali e il più alto dei fasci addominali, lei sta lì incastrata e perfetta come un mattoncino lego, bhe, questo pò essere un problema.
E dal momento che la fascia è la stessa di tutti gli altri corridori ed escludo che ne facciano una apposita per il sottoscritto, sono dunque arrivato alla conclusione che l'obbiettivo del 2016 sarà non il mezzo ironman, bensì far star su la fascia, dunque, per logica conseguenza, buttar su due addominali della madonna!!!
Altro che 70.3! Quella è la vera sfida! Addominali scolpiti per tener su la fascia per misurare la bontà della corsa per correre bene al prossimo 70.3! Così nascono i campioni! Altro chè!!

Ieri ho fatto piscina...:
tante tante vasche col pull boy a 1:50 per dritto (metà corsia di destra) e all'inglese (mezza corsia di sinistra) che devo capire bene a cosa serve come esercizio, a parte devastare l'orologio sui galleggianti di sinistra e impappinarsi ad ogni santa virata!
Poi scatti di 50 metri, in cui porto costantemente e con fatica a casa un misero 41 secondi, cioè niente di meglio dell'estate scorsa...
Ho migliorato il passo, ma non la velocità assoluta...

Stamattina mtb: hanno dato tutti buca, e sono partito solo soletto.
Non lo farò mai più!
Alla prima discesa, che non era neppure banale, mi sono reso conto che se sbattevo il muso e mi rompevo qualcosa, ero nella merda!
Più in là ho incontrato degli arzilli 62 enni con la capacità aerobica di Pantani che mi hanno umiliato.
Allora mi sono messo in scia a dei tipi che parlavano solo di gnocca e che a scendere gli si poteva tranquillamente star dietro, ma in salita... paga un'altra volta.
Quanto vorrei credere alla bugia che è colpa della mia bici di ferro battuto!!!
In ogni caso pedalare nel sottobosco ha un bel fascino, ci si scalda per bene e sono strafelice di aver accantonato la bici da corsa.

In ogni caso devo studiare un po' i precorsi,, perchè alla fine ho fatto circa gli stessi della volta precedente e questo non ci piace!

Putroppo ho visto un ragazzo che si è lussato una spalla in una brutta caduta...
Allora ti viene pure il dubbio se non sia troppo spericolato a star dietro a certi fenomeni...
In effetti alcuni passaggi sono belli impegnativi per la bici e per le braccia.
In ogni caso lode alla b'twin... oggi si è comportata dignitosamente, il cambio va bene e con le ruote un po' più sgonfie attacca bene!
Tutti mi guardano un po' come un extraterrestre che va sulla luna con la panda, ma poco importa.



venerdì 4 dicembre 2015

Video nuoto, seconda corsetta e stanchezza

Allora, sono già entrato in possesso del video della mia nuotata stile libero by Bortolami Studios---
Che dire.. da solo riesco a capire che la cifosi che so di avere c'è, .... che rollo troppo, troppooOoOo!
Posso migliorare la presa d'acqua, allargando il braccio e piegandolo di più gomito in alto.
Poi devo tagliarmi i peli delle gambe... sembro un cavallo!!!!
Lascio al Bort altri più precisi commenti...

Ieri ho azzardato altra corsetta....
Sta rullata mi ha rotto il cazzo: ho impiegato anni a correre di avampiede, ora non torno indietro, per cui in culo la rullata e peso in avanti! Via: far girare quelle gambe! Ne è uscito un passo decisamente superiore con l'incognnita conseguenze...
Nessuna... nonostante una notte insonne e mezzo chilometro in più.... tutto apparentemente ok... Speriamo che sia davvero in fase di guarigione!!!

A seguire tanti tanti stiramenti dei fasci plantari.

Oggi piscina mi sono messo dietro gli elite che bombolo tra le gambe giravano in 1:50 basso.... paura!
Mi sono svegliato stanchissimo e ora vado a letto stanchissimo!

giovedì 3 dicembre 2015

Miki rubacuori e la Tuzza intubata!

Martedì allenamento molto pessimo. Al martedi tutti vogliono smaltire la pancetta e vanno a riempire le vasche in pausa pranzo.
Così ho fatto un po' di riscaldamento facendo slalom tra due lodevoli sessantenni che galleggiavano in corsia 4 come tronchi secolari lungo il Missisipi.
Finalmente Bortolami ci ha chiamati, Miki e me, per provare una ripresa subacquea utile a studiare i difetti maggiori del nostro stile.
In realtà io mi sono infiltrato sfruttando la mia inopportuna presenza durante una delle solite pause pranzo al bar della piscina... chettedevodì.... "So senza muso!"
Video che, comunque, ne sono già stato avvisato, vedrò il giorno del poi e l'ora del mai.
I mezzi altamente tecnologici sono stati una go-pro del 1990 con ripetitore a segnale di fumo che non si collegava col telefonino neanche con lo spago da salami e uno spazzolone neppure telescopico privato della propria folta capigliatura a fare da sostegno.

A corollario della nostra performance e special guest della produzione by Bortolami Studios,  una vecchietta ai primi giorni di nuoto che oltre a nuotare ovviamente piano, rallentava ad ogni vasca quando incrociava Miki fissandogli gli ampi pettorali e non solo.
Quando sono entrato in vasca io, invece, l'istruttore si è premurato di rassicurarla che non avrei morso, nè pisciato in acqua.
Non devo avere una aspetto rassicurante con cuffia e occhialetti......


Al termine dellaaperformance, mi sono reinfilato tra i tronchi per completare l'allenamento, che non è stato più entusiasmante... solite vasche con pinne, solite vasche con palette, solite vasche stile...
Ero talmente smaronato che al termine dell'allenamento ho visto che ho cronometrato le pause con il 920 xt. 
Bhe, almeno per oggi, SWOLF pari a 0: RECORD!!!


Mercoledì ore 19 tutti in piscina!
Niente Andrea in vasca, sua moglie si è rotta le balle di averlo davanti anche nei momenti di sport e lo ha cacciato in corsia 5, salvandoci tutti da annegamento certo.
Ho finalemnte fatto un allenamento bello intenso senza perdere lucidità.
La mia premura di smussare qualsiasi appendice tagliente del mio corpo per evitare di ripetere spiacevooli inconvenienti in vasca è stata stavolta del tutto superflua:
Sandro, l'allenatore, che pareva un po' incazzato, a ha detto: palette e bombolo e via a fare 1000mila metri a 1 e 45, A PARTE LA TUZZA!
Il tono è stato perentorio e il sorriso sul volto di elena si è un po' incupito.
A ragione direi, perche non solo le ha detto di mettersi un elastico a i piedi, ma ha proseguito con la fatidica domanda: ce l'hai un tubo?
Risposta scontata di Elena: - Xa voto?!?!?! -
- Un respiratore, ce l'hai un respiratore??! -
- Anca quèlo?!?!? -
- Te lo procuro io!! -
Silenzio di tomba è calato in piscina!
Sandro si affaccia poco dopo alla vasca con uno snorkel usato da chissà chi e chissà dove.
Ma Elena è elite, non può star lì a far la schizzinosa per qualche spora radioattiva made in Rovigo Nuoto.
Così me l'hanno intubata. E impacchettata con un elastico ai piedi.
Era un po' fetish, lo ammetto....

 Noi invece si è continutato a far vasche con palette e pull boy, col Pero nella vasca di là che istigava il Giampy e gli diceva che ormai prendeva paga da corsia 3.
Ma tanto il Giampy è un disel, per cui dopo le prime vasche, ha fatto un bel ciaone a tutti e pure io che gli ero in scia ogni tanto stentavo a tenere il ritmo...
E nuotare su 1:35... bhe... sono soddisfazioni!


martedì 1 dicembre 2015

Prima corsa post infortunio

Riepilogando:
agosto primi sintomi di dolorini vari, in particolare tre dita esterne di un piede abbastanza doloranti nell'arco di tutta la giornata dopo la corsa.
Alcune mattine piedi rigidi, fastiodio alla pianta del piede, localizzata nella parte del metatarso.
Il fastidio sì è manifestato sempre più spesso, sempre al mattino appena poggiati i piedi per terra, per pochi minuti
L'allarme è scattato quando il fenomeno si è verificato per 5 giorni di fila.
Verificati i sintomi attraverso una breve ricerca in rete.
Immediata sospensione degli allenamenti.
Visita generica e poi specialistica hanno confermato trattarsi di fascite distale.
Probabile causa l'utilizzo troppo allegro delle mie fivefingers di cui mi sono innamortato a luglio e che in circa 40 km mi hanno presentato il conto (mi sono anche immaginatodi averle trovate scontate grazie ad un contributo delle cliniche riabilitative!!)
Il fermo si è dunque prolungato per due mesi, nel corso dei quali ho praticato con relativa costanza allungamento dei fasci plantari, impacchi col ghiaccio, massaggi con la famosa pallina da tennis e soprattutto un bel ciclo di onde d'urto, nel numero di 5 sedute per piede.
Ora al mattino sento ancora un leggero intorpidimento, soprattutto dopo camminate intense o dopo uscite in mtb, che del resto implicano qualche botta e qualche passeggiata rispetto alla bdc.
Ieri ho deciso di sperimentare la prima corsetta.
Di fronte ai dubbi: a che velocità vado, quani chilometri faccio, mi sono risposto facilmente: vado il minimo per non rompermi i coglioni e mi giro a 2,5 km, perchè alla fine fan 5 e a me piacciono i numeri dispari.
Con tale metodo altamente scientifico, ho infilato le Adidas Permaflex Boost, che sono dunque tornate buone come strumento riabilitativo, ed ho iniziato la mia corsa cercando di rullare quanto più possibile la zampata, perchè mi pare il modo più logico per sollecitare di meno il piede...
Il passo si è attestato sui 5:40, ovvero bradiritmico, il cuore su 150 bpm.
Ho cercato di tenere la concentrazione sulla impostazione di schiena e piedi, ma sono comunque riuscito a godermi il soliciattolo che rende più allegoro l'umido paesaggio rodigino.
Finalmente sono sceso sull'erba dell'adigetto e mi sono dilettato a schivare erbazze estirpate di recente e cacche di cane più o meno fresche.
Così ho anche fantasticato sulle future corse..
Perchè mica penserete che abbia abbandonato l'idea di massacrarmi il fisico con le scarpette Vibram?!?!?
No no, voglio tornare alla inebriante sensazione di snocciolare le brancajie dai ditini di gomma delle scarpette alla fine dell'allennamento!!!
Appena il piede sarà assolutamente del tutto e per sempre privo di qualsivoglia ombra di fastidio fascitico, infilerò i calzini gommati e scenderò in pausa pranza lungo la sponda dell'adigetto per una corsetta nature!
Ho già pensato: le prime volte bici fino al Cubo Fermi, corsetta sull'erba, rientro, flessioni, addominali, squot, affondi, spalle e doccia.
'Ccccezionale!!
Così si prepara un mezzo!
Comunque tornando sul pianeta terra, correre non mi ha fatto male, ma questo lo sospettavo.
Mi sono concesso una lunga sessione di stiramenti al piede e stamattina tutto sommato non c'erano conseguenze.
Permane ancora un minimo di friccicore, ma sono convinto che se continuo a riguardarmi col tempo sparirà.
Mi sono dunque concesso, al termine della corsa, un po' di esercizi a corpo libero ed ho sollevato un po' di ghisa, prima di concedemi un lauto reintegro con un piattone di quinoa e ceci!
MMmmm! Sa assolutamente da gnente, signor benedetto!!
Sono spacciato!
Ho recuperato con mezzo bicchiere di rosso, che fa sempre sangue!
Alla prossima!

domenica 29 novembre 2015

Seconda uscita MTB e il Piocan

LINK PERCORSO E DATI

Appuntamento alle 8:40 al Cristallo.
Arrivo nel posto convenuto alle 8:40:51 e non c'è neanche più la puzza di nessuno!
Perchè cosa fanno gli amici quando uno che ha detto di venire all'ora convenuta ancora non si vede?
Chiamano per sentire dove sei?
Mandano un sms per chiedere se è tutto a posto?
No cavolo! Partono! Che cazzo!!
Mica siam qua a sfamare tutti i ciclisti del circondario!
Vabbhè, corriamo a Monselice, al secondo rendez vous, come l'assemblea in seconda convocazione!
Mentre percorro la statale, un pirata in Classe A mi fulmina schivando un frontale con un camion.
E' il Pero, non posso sbagliare! Non foss'altro che per il ciuffo di capelli da pazzo che spuntano da dietro il poggiatesta.
Dopo qualche gustoso improperio, raggiungo il posto convenuto per il parcheggio delle auto.
La mattina è soleggiata, anche se l'aria è pungente..
Tiro giù la bici appena revisionata dalla macchina e il Pero mi si avvicina e fa:- Bella! Ma non te ghe le rode un fià sgonfie??
- Ma chi?!?!? Ma cosa?!?!? Ma chi cazzo?!?!? 'Ppena ritirà!!!-
Vabbè... se si sono sgonfiate così poco da ieri sera ad oggi, reggeranno il giro...
Secondo paio di spallucce e via!
Infilo le scape di ottima plastica cinese e partiamo.
Subito la sorte cerca di fare selezione: nella strada fuori dal parcheggio stanno tagliano alberi con la motosega e il fondo è pieno di schegge e rami.
Con la fretta che c'è in giro, chi fora è spacciato!
Poche centinaia di metri di bitume e siamo all'attacco della prima salita.
Il fondo è di cemeto irregolare, poi si trasforma in terra.
Le battute spiritose tra noi durano lo spazio di pochi minuti, giusto il tempo di sentire il cuore salire a 170 e fischia battiti.
Nell'aria solo cinguettii di uccellini, fremere di foglie e... mugugni  di sofferenza, sbuffate di fatica, se non bestemmioni a mezza bocca!
Gli atleti ansimano a 10000 rpm e alla fine della prima salita sono già in un lago di sudore!
E' preparazione vera questa!
Dopo 200 metri di salita... ossigeno rarefatto e sentiero smarrito... Bon! Cussì se fa! Ahahah!
Il panorama attorno è molto bello, ma non c'è tempo per contemplazioni! Ci avviamo lungo un sentiero che taglia il pendio del colle e si inoltra nella boscaglia.
Nulla di difficile, ma riesco già a cogliere la differenza abissale tra il rampichino del decathlon che cavalco stavolta e la sontuosa Scott biammortizzata che mi è toccata in sorte la volta precedente.
Sobbalzo come un vecchietto in preda all'alzaimer, mentre cerco in qualche maniera di tenere la ruota davanti dritta e attaccata al suolo sia in salita, dove ogni sasso pare un masso cui girare attorno e la ruota continua a venir su in impennata manco avessi due pistoni al posto delle gambe, sia in discesa, dove ad ogni asperità il manubrio mi rimbalza nelle mani e il carro posteriore mi balla sferragliando sotto il culo. Senza contare che è tre volte più agile e prende un po' sotto. Per fortuna le pinze pinzano e il deragliatore deraglia!
Mi ci vuole un po' ad assorbire lo shock iniziale... poi inizio a far l'abitudine.
Alla fine vedo che la bici fa quel che deve fare, il peso non si sente più di tanto e l'importante è pedalare!
Il sentiero si fa sempre più contorto fino a che è necessario prendersi la bici in spalla e superare dei gradini.
Proseguiamo un altro po' e ... primo disperso! Cispa non si trova!
Gridiamo il suo nome tra le frasche come Roky Balboa dalla scalinata del Museum Of Art di Philadelphia chiama la sua Adriana, ma nulla.
Allora il Tanke avanza una proposta caritatevole: - Fioji, 'ndemo 'vanti, tanto ormai non lo bechemo più! -
Per fortuna esistono i cellulari e scopriamo che possiamo beccarlo più avanti.
Si riparte. Il tempo di aspettare che Luca detto Pari si infili i guanti e son già spariti tutti!!
- Ma chi?!?!? Ma cosa?!?!? Ma chi cazzo?!?!? -
Scendiamo una veloce rampa e ci troviamo a un bivio... che la strrada era perduta!!!
Dio bono!
Pari, che evidentemente voleva fare gamba, propone subito di andare verso il basso.
Io storco il naso:- Se si va giù e poi non ci sono... Game over! -
La dea bendata ci manda in soccorso tre solerti colleghi ciclisti che più perchè ci togliessimo dalle balle che per pietà umana ci dicono che sì, hanno appena incrociato 8 cinghiali su due ruote.
Ci incanmminiamo verso il ripido sentiero che va a monte, ma non riusciamoa  stare in sella: la pendenza e soprattutto i grossi sassi smossi imediscono di procedere dignitosamente.
Lunga passeggiata nel nulla sperando di non essere stati presi per il culo.
Ad un certo punto riesco e rimontare in bici, pedalo con la moltiplica più morbida e tutto contento mi guardo dietro: momenti Pari mi sorpassa a piedi con la bici a mano!!!!
Inizio a pensare che la mountain bike sia più che altro un esercizio di stile che non uno sptrumento efficiente!!!
In lontananza una sagoma inequivocabile ci conferma che la direzione è corretta:  La figura di un uomo a doppio spessore con a mano un triciclo non può che essere il Litta.
Vicino a lui Matteo, o Boffino, nomignolo che a me non piace nulla e probabilmente neanche a lui.
Matteo ha una figura più segaligna, sfilata e sembra la radice quadrata del Litta.
Finalmente ci ricompattiamo.
All'ultima curva prima di raggiungere il gruppo, manco a dirlo, risalgo in biga in modo da fare il figo che ce l'ha fatta.
E manco a dirlo anche tutti gli altri dicono che sono fighi che ce l'anno fatta... Tanto il Cispa con la sua telecamera ancora non si vede e ciascuno può dire le stronzate che vuole!
Il percorso si fa più pedalabile e interessante.
Transitiamo anche per il famoso santuario del tendine, dove l'amico Alemilan vide il Signore o quantomendo la Madonna. Ci siamo tutti toccati i coglioni in segno di rispetto!
A proposito, dopo poco sentiamo una voce dall'otretomba di una sassara incredibile sotto di noi! E' il Cispa che si trascina la sua bici come Linus la sua coperta su per sto ghiaione che è arduo definire sentiero !
Ad un certo punto sbuchiamo in cima ad un colle su strada asfaltata e Enrico mi dice che me ne dovrei ricordare poichè ci siamo passati sabato scorso.
Assento con malcelata sicurezza, vagli te a spiegare che sabato scorso, con la pioggia, la mia prima mtb sotto il culo e intirizzito dal freddo, non mi ricordo un cazzo di dove siamo passati!!!
Dopo 200 metri ci ritroviamo nell'incrocio più impestato di ciclisti del triveneto!
Gente con mtb impensabili che sbucavano da ogni dove!
Neanche fossimo alla fiera del ciclo di Padova!
Poichè i cretini tendono a ritrovarsi come mosconi su una cacca, tutti i più scafati del gruppo riconoscono e salutano i più scafati degli altri gruppi. Così tra Roccia e tal Michelino e un certo ROmeo scattano prese di mano e saluti.
E come le mosche, che da sole fan solo un ronzio e insieme fanno un bel casino, la nostra cretineria messa insieme alla cretineria degli altri, giusto per restare in ambito matematico, non può che dare Cretineria alla seconda!
Infatti che si fa che si fa??! Andiamo via tutti insieme e facciamo la seconda variante!
Ora... chiunque, alla sua seconda esperienza im mtb, sente parlare della seconda variante, gli si dovrebbero rizzare i peli sulla schiena e chiuder lo stomaco.
Io... no, dietro agli altri a vita persa! Mona!!!
Mi sono trovato in un canalone di terra in salita tosta a seguire Michelino che mentre io arrancavo e ansimavo, passava da una sponda all'altra facendo i monoruota.
Poi giù per una discesa che ....- Sì, sì, si va di lì che poi giriamo di là! - fa Romeo!
Il di lì è stato chiaro, ed anche raggiungere l'AL di là non ci siamo andati distante!!!
Forse il fatto che ci abbiano superato due ragazzoni con un elmetto da battaglia e con due bici che avevano più ammortizzatori che raggi ci avrebbe dovuto far sospettare qualcosa...
Fatto sta che ad un certo punto quello che potevasi definire sentiero è svanito, ed è rimasto solo quello che era opportuno definire ... na frana!
Anche il pur intrepido Michelino si è rassegnato a caricarsi la Cannondale sulle spalle e a farsi a piedi quei trenta metri di dislivello in cui qualsiasi bici cerca di prendere il posto del pilota nella scala gerarchica...
Superato questo, non ci è rimasto che affrontare la discesa dei pini, o Piocan, come ho scoperto che l'esperto Romeo la chiama. O come l'ha ribattezzata il Pero.... Qui l'etimo sfugge!!!
Ecco dunque che ho disvelato un nuovo modo di annientarsi.
Infatti se il Tanke mi ha svelato il suicidio per consunzione, mentre Roccia quello per somma di infortuni, Romeo mi ha indicato un metodo molto più rapido: ti butti giù per il sentiero dei pini e ad ogni svolta rischi di copincollarti a un albero!
Mentre sentivo i freni urlare di dolore e la forcella esibirsi in lunghi fondocorsa, ho pensato che la RockRider mi esplodesse sotto il culo ed ero pronto a sopportare l'idea che dopo quella discesa sarebbe stata buona solo per giocarci a shangai!
Invece sono arrivato giù e , come ogni masochista che si rispetti, con sommo divertimento pure!!!
All'appello non si vedevano però Tanke e il fratello... dopo breve esplorazione, Enri lì ha ritrovati un po' acciaccati abbracciati a un pino.
Del resto se Romeo lo chiama Piocan, un motivo ci doveva pur essere insomma!!!
A questo punto, non ancora soddisfatti, ci siamo diretti verso le auto e ci siamo concessi un ultimo  gratificante e lunghissimo fuorisoglia sul Montericco.
Il sentiero in cima è divenuto talmente ripido... che alla fine siamo tornati indietro!
Abbiamo dunque imboccato un lungo sentiero che tagliando il lato ovest del colle concedeva ampi scorci di paesaggio  in direzione Monselice.
Putroppo si è fatto tardi, per cui anche stavolta... niente birra...
Del resto è da mesi che è scomparsa del nome del gruppo...
Pecà!!!