venerdì 25 settembre 2015

Nuoto 25 settembre

Oggi tanta tecnica: dopo un po' di riscaldamento, un paio di vasche con un braccio solo, poi 8 x 50 andata dorso gambe rana, ritorno stile gambe delfino
8 x 50 a 60andata pugni chiusi ritorno nb
10 x 50 a 55 pull-boy
200 scarico
1800 mt totali
Ho nuotato per un bel pezzo in vasca da solo fino a che Giampi, vedendomi triste e solo, non mi ha fatto da apripista.
Per ringraziarlo gli grattavo di tanto in tanto i piedi per non fargli rimpiangere l'assenza della Tuzza, ma ha avuto da ridire che Elena ha un tocco più leggiadro del mio....
Caro Giampi, ti capisco, Elena ha tante cose più di me, e certamente una cosa di meno, perciò non sta a lamentarte massa!!!!

Comunque sono seccatissimo perchè nelle sessioni di stile a pugni chiusi, perdevo da Matteo e Giampi molto più di quanto non perda a stile normale e questo dipende evidentemente da una errata impostazione del braccio e forse dalla solita gambata un po' fiacca...

giovedì 24 settembre 2015

Nuoto, 24/09/15

Lo dico sottovoce, ma stamattina mi pare i piedi facessero meno fastidio. Incrocio le dita.
Ormai la prassi quotidiana, che poi son tre volte al giorno, di ghiaccio, stiramenti, pomata e muscoril al mattino, mi ha leggermente annoiato!!

Oggi piscina: bellissimo! Il popolo si allena squisitamente al lunedì (a volte) al mercoledì e a venerdì, per cui martedì e giovedì festa: le vasche sono semivuote!
Così mi sono goduto un bell'allenamento non troppo pesante in beata semisolitudine.
400 riscaldamento
200 tavoletta
600 palette e pull-boy
500 50 forte e 50 piano a 50
200 stile dorso
100 rana



mercoledì 23 settembre 2015

Gazzettino M5K del 23 settembre

M5k in leggera ripresa, dopo il rientro forzato dell'admin Roccia, non si sa se per la fine della moneta, o per presa coscienza della cazzata.
Si propende per la seconda ipotesi dato che ancor prima che di running, ha salutato gli amici parlando di figa foresta!
Il forum ha dunque ripreso una sommessa vitalità. Non siamo ancora a discorsi articolati, ma qualche emoticons in più si vede.
Oggi grande esecizio di pacche sulle spalle virtuale per incoraggiamento a quel cinghiale ormai disidratato del Bimba, l'unico che ancora ci da dentro.
Anche Giampi in realtà si sta preparando di nascosto per il suo Ironman: porta a pisciare il cane non più tre ma cinque volte al giorno, ma tace nel rispetto degli infortunati Milan e Fini, fermi al palo coi propri piedi di balsa (cit. Elio e le Storie Tese per i gnurant!)
Luca sta già verificando la solidità del proprio matrimonio allenandosi in viaggio di nozze, speriamo che il test non sia distruttivo! Putroppo i suoi allenamenti in mare sono già stati interrotti due volte dalla guardia costiera siciliana: Non credeva che uno facesse tanta fatica per il cazzo e  lo voleva portare al centro di accoglienza più vicino.
David è stato avvistato in allenamento da pensionato lungo Corso del Popolo.
Andrea non è più tornato dal suo allenamento specifico in bici di 12 giorni fa.
Il Brusca e il Pero stanno contando i peli del culo ai contribuenti di mezzo Veneto per farsi la bici nuova e trascurano il gruppo.
Scoop della settimana, Bonvento lascia la guida del CONI provinciale per sfidare Cigana al prossimo medio di Rimini: molto combattivo, ha annunciato che chiederà nuovi conrolli sulle emissioni degli atleti tedeschi, pare non ci sia da fidarsi delle loro scorreggie.
Per oggi è tutto, aggiornamento al prossimo venerdì!

martedì 22 settembre 2015

Terza settimana di fascite

Mannaggia mannaggia!
Non dovevo fare bici!!
Sono andato indietro come un gambero: miglioramenti rispetto alla settimana scorsa: zero! O! Nulla!
Così mi metto a riposo anche dalla pedalata, viatico sicuro per depressione precoce.
Pur vero che questa settimana dovrò lavorare come un somaro, ma qualche corsetta, mi avrebbe aiutato!
Devo restare positivo e continuare con ghiaccio, stiramenti, pomate!
Passerà!

lunedì 21 settembre 2015

Seconda Settimana di fascite

Comincio col dire che l'uscita di sabato con Mirko e Silvano non mi ha particolarmente autizzato il fastidio mattutino alla pianta dei piedi e di questo mi sono rallegrato.
Non avendo dunque potuto correre domenica, mi sono perciò concesso un allenamento di nuoto libero il lunedì.
Ho varcato la soglia della piscina con le migliori intenzioni, del tipo: oggi 1500 rilassati gardando i culi delle donne in vasca, speremo ca ghe ne sia dei boni!
Intenzioni prontamente svanite nel cesso con lo sciacquone durante la pisciatina pre-allenamento....
Infatti mi ritrovo in vasca con quel missile di Davide (ex campione italiano delfino) e Filippo (giovane molto talentuoso) che mi istigano a fare lunghe ripetute da 200 mt con loro a tempi assassini.
Tengo botta per un po', saltando una vasca quando proprio sto per morire.
Subito dopo serie da 50 mt a 45. Anche qui na fadiga squisita! Se anche c'erano culi nella corsia a fianco, non avri avuto abbastanza ossigeno per metterli a fuoco...

Martedì, visto e considerato che la bici è stata ben tollerata, mi concedo un allenamento a solo, con 5 minuti in 50/12 forte e 5 minuti di recupero al medio in 50/15.

Mercoledì Enrico ci ha scardinato le spalle in piscina con esercizi palette e bombolo.

Giovedì ho riposato

Venerdì Sandro non era probabilmente informato nè della corri per rovigo che molti hanno fatto il giorno prima, nè del fatto che eravamo privi di arti superiori da mercoledì, così ci ha annegati in una seconda sessione di palettte e bombolo da star male.

Sabato invece è da raccontare:
mi sento con il Tanke per un'uscita, ma il Tanke è animale volubile e notturno, per cui mentre già stavo indossando il casco il sabato mattina, non aveva ancora deciso che fare.
Mi unisco al gruppone e lo attendo.
Nulla, la sua sagoma elegante  non si staglia all'orizzonte e non posso che riprendere il gruppone alla volta di Boara.
Dopo un chilometro di riscaldamento, siamo già ai 40 all'ora.
Evidentemente agli altri l'estate ha fatto bene, perchè quella è stata la velocità di crociera fino a Este.
Abbiamo percorso Valnogaredo, poi Cingolina e infine Roccolo, per poi tornare da Torreglia, Galzignano e Monselice.
Non ho capito bene perchè poi il gruppone in salita non abbia la stessa foga che in piano... Con un impegno relativo arrivavo sempre un po' prima, a parte Matteo e un'altro scalatore. Evidentemente la mia piccola stazza mi favorisce più di quel che penso...
In ogni caso una volta in piano è stato di nuovo il delirio e mi sono dovuto impegnare per restare attaccato a quei cinquantenni scalmanati da 40 all'ora! Sì, perchè io e Matteo eravamo i più giovani, coi nostro 40 anni!!!!
Incredibile.
C'era un "vecchietto" sulla sessantina che gli potevi contare i fasci muscolari del polpaccio tanto erano sviluppati e ben distinti!!!
Me l'aveva detto un amico: - Stai attento ai pensionati!!! -
Non contento, Matteo dopo 83 chilometri così, mi ha trascinato in piscina, dove tra pochi intimi Sandro ci ha fatto fare molta tecnica, ma era evidente quanto fossi stanco.

Diciamo che poi domenica non ho fatto fatica a riposarmi....
Il problema, tuttavia, è che in fondo a questa settimana, nonostante il muscoril, i piedi non sono migliorati di nulla. Evidentemente la bici non ha irritato, ma non è indifferente, percià ahimè, dovrò sospendere pure quella per questa settimana.....
Fare Lignano la vedo sempre più dura......

giovedì 17 settembre 2015

Gazzettino M5k 17 settembre

PA PA PARARA PA PAAAAA PAAAAAA

Gazzettino m5k del 17/settembre
in apertura si segnala la grave condizione in cui versa il movimento 5k, ridotto a stato vegetativo da un'estate torrida e da un amministratoree latitante.
Il fatto che l'admin del gruppo si sia dato alla macchia con la scusa di un banale matrimonio ha inferto un duro colpo al movimento.
L'amministratore ha tenuto i rapporti da oltreoceano per qualche giorno sferzando i compagni con foto appositamente studiate per instillare invidia e sentimenti di suicidio, fingendo disinteresse per i triatleti birraioli.
Quando ha visto che anche a loro non importava un cazzo di lui, si è eclissato definitivamente dietro la foto dei suoi piedi sulla baia di honolulu
Alemilan in preda a depressione post buco nel tendine, non chatta neanche per mandare a cagare il Pero, il quale, e qui si comprende la gravità della situazione, no si fa vivo neppure più con le sue criptiche emoticons del lecca lecca e della pannocchia!
Intanto le attività sociali sono riprese con gli allenamenti in piscina.
Incredibile rientro della Tuzza che ha innescato un sorriso smagliante 34 denti in Mastro Giomo.
Il sottoscritto, promosso a sua volta in terza corsia nientepocodimeno che da Coach Sandro, ha fatto il possibile per tener dietro al gasatissimo Giampi che ha condotto con fermezza una sessione da 1500 metri paletta e bombolo.
Rientrato dopo il matrimonio anche LUC, in visibile stato confusionale ( finalmente ha visto la patata dopo nove anni che la sognava), ha continuato a grattarmi i piedi con le palette per tutto l'allenamento, sperando così di estirpare la fascite che è in me!
Boffi ha nuotato dietro la Tuzza, ma solo per controllare che fosse effettivamente pronta per Pola.
Intanto questa sera si attende la partecipazione del Bimba nazionale alla Corri per Rovigo, in cui il prode esibirà i progressi ottenuti nella nuova specialità della corsa in notturna con occhiali sfighez!
A venerdì per nuovi aggiornamenti!

mercoledì 16 settembre 2015

Giro del sabato con Silvano e Mirko

Venerdi 11/09/2015
 No so cosa fare. E' venerdi sera, il dolore mattutino alle piante dei piedi non è ancora passato e l'indomani tre gruppi diversi di mentecatti come me, inguainati nelle loro tutine pornografiche culobabbuino partiranno in direzione Colli per l'allenamento di bici.
E io non so che fare, poco càn!
Sto fermo e riposo il piede?
Mi metto in scia del gruppone che tanto non si fa fatica (o quasi)?
Mi unisco a Tanke il pazzo??
Ma sì, andiamo!


Appuntamento ad orario umano al Cristallo ore 9:00.
Il gruppone partiva alle 8:00. Andrea alle 8:30 per un allenamento specifico (mi ha spaventato e ho scartato subito l'ipotesi di seguirlo).
Mi sono fatto l'idea che, prima un ciclista parte, minore è la sua vita sociale.
Del tipo che chi fa serata con amici e gli da una botterella alla donna, parte alle 9:00 (forse).
Chi si accontenta di una delle due, ma più la birra che la botterella, parte alle 8:30.
Chi vive con un nodo al pisello e la moglie è pure rompicoglioni parte alle 8:00. Ma solo per pudore, andrebbero bene anche le 7:00, ahaha!
Perciò ho deciso di partire alle 9:00 per principio, ho un'immagine da difendere!!
Il dramma sociale è che alle 8:00 è fitto così di gente, mentre all 9:00 eravamo in 5.... 
Conseguenza logica: le case dei rodigini sono piene così di donne rompiballe e fighedilegno!
Divagazioni a parte, di sicuro Silvano era sorridente, per cui...
Mirko invece aveva mal di pancia.. per cui...
Per cui ci ha impiegato un po' a prendere il ritmo con grande disappunto di Silvano che a metà percorso ha sentito la necessità di chiamare la morosa dell'ingegnere birraiolo e ricordarle che non si beve e non si tromba prima di un'uscita!
In ogni caso Silvano ha qualcosa nelle gambe che non so... con la sua sagoma mulcolare, si mette davanti e spinge con apparente nonchalance ai 40 all'ora.
Abbiamo dovuto richiamarlo un paio di volte, altrimenti saremmo rimasti indietro sia io che l'amico Mirko.
Ci ha proposto un bel giro, e dopo Calaone, che ho provato a fare insieme a lui con la 50-16 (lui chiacchierando, io NO!!), abbiamo affrontato Villa Beatrice e la Cingolina.
Mirko non riusciva proprio a digerire le pinte della sera prima e si è fatto un po' taciturno.
A Faedo la sorpresa: finita la salita, ci ha cacciato due rutti clamorosi e si è stappato!
Da lì in poi pareva Popeje dopo la sua dose di spinaci!
All'urlo di guerra di:- Ciàpelo! Ciapelo! Ciàpelo! - Urlato a Silvano in testa nei confronti di qualsi cosa si muovesse di fronte a noi, ha iniziato a pistonare e a parlare del Duathlon dell'anno scorso e del fatto che io non potevo rallentare il gruppo ai 35 e che era una vergogna e che per meno, lui non mette neanche le mutande.
Io, che mi sono spremuto in salita, non ne avevo invece più e da Galzignano in poi ho iniziato ad arrancare.
Ad ogni strappo perdevo metri dai due "veci" e davo la colpa ai miei cerchi fatti di piombo pur sapendo che invece erano le mie cosce di ricotta a fare la differenza.
Ogni tanto restavo un po' ammirato un po' invidioso a vedere che con due pedalate due, Silvano mi dava 50 metri in una leggera salita come fossi stato fermo..
Superata Monselice, tutti a testa bassa e Silvano davanti a menare i 40.
Tanke dietro che urlava come invasato:- Ciapèlo! Ciapèlo! -
Io a Vescovana sono esploso.
Ho confessato a Silvano che non volevo morire lì, ai bordi di una statale qualsiasi, con un tutù culobabbuino addosso, ed ho mollato la presa.
Mirko mi incalzava:- Dai diobono che devo andare in banca!!! Ciapelo! Ciàpelo! -
Allora, per pura pietà umana di quella santa di sua morosa, che probabilmente già lo aspettava di fronte all'Istituto di Credito, ho provato a superare lo sfinimento ed ho arrancato fino a Rovigo in scia ai due, mentre Silvano esclamava all'altro: - Ma diobono Boffi, ma se pole andare in banca col culobabbuino, tuto sudà e snarocià fa un porzèo!!!
85 chilometri sudati in una mattinata bellissima e cristallina, con la temperatura giusta, l'umidità giusta e la compagnia perfetta!!
Anche questo è triathlon.
E anche sabo, ghe n'èmo dà!



mercoledì 9 settembre 2015

Ripresa allenamenti nuoto

Dopo quasi un mese di stop, in cui mi sono concesso poche nuotate poco più che amatoriali, stasera ho ripreso gli allenamenti alla comunale.
Visto il calo delle temperature, ci hanno spostato all'interno, anche se Enrico ha provato a surgelarci nella esterna..., ma un provvidenziale contrordine ci ha reindirizzati alla vecchia Tosi-bimbi.
Bisogna dire che gli elite non sbagliano un colpo e tanto Nicola quanto Leo erano pronti a calarsi nelle gelide acque sterni inguainati nelle loro mute da pro!
Invece niente.
Dopo qualche spiegazione della mia fascite ai compagni che fingevano di preoccuparsi per me e sotto sotto e giustamente mi sfanculavano alla grossa, mi sono gettato in corsia tre, dove immagino che teminerà la mia ascesa acquatica.
Il tempo di fare un po' di riscaldamento, e poi l'unica cosa di cui ho cognizione è stata la sensazione di essere stato gettato in una lavatrice....
Riscaldamento, 8 x 25 progressione 1-4, 8 x 25 tavoletta un braccio per vasca, 200 x 5 100 sostenuti, 100 nb, 50 x 20 a 55
Il peggio è stato non solo avere davanti a me gli scalmanati di Giampi e Ale, ma soprattutto non c'era il segnatempo, il che ha significato che quei due hanno fatto quel che volevano alla velocità che volevano.
Praticamente... gara!
E io dietro che annaspavo in crisi d'ossigeno!
Ogni tanto per la fretta di non perdere la scia, mi dimenticavo di repirare prima della virata e lì deve essersi spento qualche neurone nell'asfissia subito conseguente.
Uscivo dall'acqua con la grazia di un ippopotamo per ingurgitare un po' d'aria e poi tornare al "noda noda noda" di Pannarielliana memoria.
È stato bellossimo!
Ad un certo punto, va a sapere perché, hanno iniziato a friggermi i piedi... Le brancajie per la precisione. Pareva avessi dei cerini accesi tra le dita dei piedi!
Come cacchio si dice brancjie in italiano poi??? Bha....
Maiunagioia comunque, però tornare in vasca coi cinghiali degli amici mi ha messo buonumore!

lunedì 7 settembre 2015

Problema fascite plantare

Pensa te... dal 17 agosto che non scrivo...
Bhe, un po' di pausa ci sta. Cercherò di recuperare a breve le cose più carine accadute ne frattempo, come l'allenamento olimpico di ROsolina o la corsa prematrimoniale del Roccia.

Subito, invece devo dire che non sono stato troppo saggio: l'entusiasmo per le teorie del barefooting e dell'utilizzo delle fivefingers mi ha giocato un brutto scherzo.
Da ormai 10 giorni al mattino, quando mi alzo, sento un forte indolenzimento dei piedi, che arriva quasi alla soglia del dolore.
Il fatto che tale sensazione si dileguasse pochi passi dopo il risveglio, mi ha fatto trascurare la cosa, ma il protrarsi di questa fastidiosa sesazione mi ha portato a studiare un po' la possibile causa.
Non ho impiegato molto a desumere che questa sintomatologia rappresenta con relativa certezza l'inizio di una fascite plantare, che se per il momento non è dolorosa, neppure durante una corsa, se trascurata potrebbe darmi molti problemi.
Link trovato con digitazione dolore pianta piede
Per questo, dopo una telefonata al dottore e un consulto con l'allenatore, ho presto deciso di sospendere gli allenamenti di corsa e, con mio grande dispiacere, annullare la gara di Peschiera.


Forse sarebbe stato meglio avessi letto prima quanto segue, e considerato più attentamente i suggerimenti di Vibram per l'utilizzo delle loro scarpe.

Comunque ora seguirò i suggerimenti del dottore e reperiti in rete, ovvero riposo dalla corsa, impacchi con ghiaccio e antinfiammatori

Intanto inserisco un brano trovato su Runners.it:

Correre scalzi: si o no?

di Massimo Santucci

Correre a piedi nudi e quindi in modo più naturale possibile o proteggersi con calzature sportive per evitare ogni tipo di rischio?
Correre a piedi nudi priva di un ritorno elastico dato dalla scarpa?
Questi e tanti altri temi andrebbero affrontati per dare risposte esaustive sull’argomento. In questa occasione ci avvaliamo di due esperti del piede che alleno e con cui condivido studi in materia. I chinesiologi Daniele De Pasquale e Marco Giambastiani ci esprimono i loro pareri a riguardo. A mio avviso la loro testimonianza è molto utile poiché essendo atleti, sanno perfettamente cosa significa correre.
Prima però due parole sul piede.

Il piede

Il piede, si trova all’estremità dell’arto inferiore ed è una struttura anatomica molto importante, poiché ogni carico generato da movimenti e attività sportive, agisce su esso. Lo scheletro del piede è formato da 26 ossa (numero che può variare da persona a persona per la possibile presenza di ossa accessorie o di sesamoidi) che vengono generalmente divise in:

Tarso, che costituisce la parte posteriore del piede e contribuisce a formare lo scheletro della caviglia e del tallone. Vi possiamo trovare due fila di ossa: la fila prossimale, formata dal talo e dal calcagno e la fila distale, formata dalle tre ossa cuneiformi, dall’osso cuboide e dall’osso scafoide.

Metatarso, che costituisce la metà anteriore del piede, è formato da cinque ossa metatarsali che fanno da tramite tra il tarso e le falangi che compongono le dita del piede.

Falangi, sono 14 piccole ossa.

Tutte le dita del piede sono formate da tre falangi, a eccezione dell’alluce, che ne ha solo due. Tutte le ossa del piede, presentano un rivestimento di cartilagine, elastica, ma anche resistente, che consente lo scorrimento delle ossa nelle articolazioni. La parte superiore del piede è chiamata dorso (o collo) del piede, la parte inferiore pianta.
Esistono varie patologie che colpiscono il piede, le più diffuse sono l’alluce valgo, una deformazione dell’articolazione del primo dito e il piede piatto, caratterizzato dalla riduzione dell’arco plantare.

Curiosità

Nei Giochi Olimpici del 1960 a Roma, Abebe Bikila, corse l’intera maratona senza l’uso delle scarpe ottenendo la medaglia d’oro.
Questa scelta tecnica fu concordata con il suo allenatore. Nel 1964 bissò il successo correndo con le scarpe.

Otto domande all’esperto
(Dr. De Pasquale)

Come mai corri a piedi nudi?

Fondamentalmente perché ero sempre alla ricerca di una scarpa che lasciasse la maggior libertà al piede. La trovavo sempre troppo alta o stretta e ho cominciato a “togliere” sempre più, in 4/5 anni sono arrivato a correre scalzo.

In allenamento corri sempre scalzo?

Adesso si, ma è stato un passaggio graduale. Faccio sempre il solito percorso lineare su asfalto, solo quando sono fuori corro con le FiveFingers di pelle.

Quanto perdi in termine di prestazione?

Sotto i 10 km adesso guadagno, inizialmente perdevo perché dovevo reimpostare la meccanica. La spesa energetica dovuta al correre scalzi è secondo me trascurabile fino ai 10 km. Sulle lunghe distanze invece c’è una perdita in termini cronometrici perché correre scalzi è più dispendioso.

Correndo scalzo hai risentimenti maggiori dopo gli allenamenti e nel post gara?

Sto molto meglio. Durante la corsa sento i polpacci che lavorano tanto, ho un impegno maggiore, fatico di più, anche se corro lento sono impegnato muscolarmente, ma finita la seduta non avverto fastidi.

Tutti possono correre scalzi?

Dipende da che tipo di vita ha fatto il podista, dal suo trascorso sportivo e se ha avuto traumi di rilievo.

Consigli di fare allenamenti con le FiveFingers agli atleti che tratti?

Solo qualche uscita a chi non ha nessun problema e si è abituato nel tempo a usare i piedi. Ciò aiuta a ritrovare la naturalezza al piede.

Un consiglio per i podisti?

Per tutti consiglierei una minimalista, niente zeppe ai piedi.

Un’ultima nota?

Dovremmo dedicare alla corsa non più di 30’ al giorno, questo tempo sarebbe perfetto.
Se vogliamo fare cose più grandi dobbiamo guadagnarcele con il continuo allungamento delle catene posturali. Io faccio lunghe distanze, come le maratone, ma so bene che per fare ciò e stare bene devo dedicare ampi spazi di tempo al mio corpo.

Correre: con quale tipo di scarpa? Scalzi è meglio?
(Dr. Marco Giambastiani)

Prima di esporre la mia opinione su un tema tanto affascinante vorrei fare una premessa: facendo il chinesiologo, più precisamente occupandomi di riequilibrio posturale, vorrei far suonare un allarme per tutti i podisti e altri atleti sulla questione piede.
Mi trovo ogni giorno davanti sportivi, podisti, triatleti, ecc. che non riescono a eseguire movimenti semplici come la flessione delle dita del piede, flessione-estensione dell’articolazione tibio-tarsica e altri semplici movimenti senza che si scatenino crampi violentissimi.
Mi sembra di notare che l’attenzione dello sportivo medio sia sul tipo di calzatura da comprare (e qui arrivano i più svariati consigli, anche da chi non sa minimamente com’è fatto e quali funzioni abbia il piede), che non sulla salute del proprio piede.
Quella che noi snobbiamo è la parte del corpo che ci permette di camminare, correre, orientarci nello spazio, manda continuamente segnali al sistema tonico-posturale e infine si adatta alle tensioni muscolari che derivano dalla parte superiore del corpo. È la sola parte del corpo che ci tiene quasi costantemente in contatto con il nostro pianeta!
Logicamente, la salute del piede, ha un ruolo fondamentale nella corsa. Esso è fatto di muscoli, e anche questi muscoli hanno diritto ad allungarsi per la propria salute ed efficienza.
Quindi pensiamo al piede come una parte del corpo da curare, rendendola sensibile (propriocezione, più il piede è sensibile, migliore sarà la meccanica di corsa) allungando i vari muscoli estensori e flessori (un piede elastico ci dà una maggiore spinta e previene i traumi tendinei ammortizzando maggiormente).
Fatta questa premessa, cerchiamo di dare risposte concrete su chi si chiede quale calzatura comprare e se addirittura sia meglio non usarle affatto. Rimane una terza opzione che è rappresentata dalla corsa con le famose scarpe con le dita.
Cercando di spiegarmi con una terminologia semplice, la corsa a piedi nudi non è adatta a tutti, anzi a pochi, pochissimi soggetti. Per provare a correre senza l’ausilio delle scarpe è necessario avere una postura pressoché perfetta (cosa praticamente impossibile) e non si devono aver subito traumi agli arti inferiori (fratture, tendiniti, tendinosi, ecc), dando per scontato che il soggetto si sottoponga a sedute di allungamento globale, e faccia quotidianamente auto posture di allungamento globale (cosa assai improbabile, visto che ai più l’allungamento globale è sconosciuto).
I vantaggi di correre senza scarpe derivano dal fatto che la meccanica di corsa risulta essere più pulita, libera, il piede con tutti i suoi propriocettori funziona per quello che è la sua natura e i muscoli della volta plantare svolgono il ruolo di ammortizzatore naturale. Siamo nati scalzi, non con le scarpe. Di conseguenza vengono meno tutti i compensi posturali che il corpo deve mettere in atto per un piede che funziona solo a metà.
I centimetri di gomma, infatti, che mettiamo tra il nostro piede e l’asfalto, modificano la nostra meccanica di corsa/camminata in quanto il piede si adatta alla forma della scarpa.
Gli svantaggi tuttavia sono microtraumi ripetuti alle articolazioni del piede (e non solo) per due semplici motivi: indossiamo scarpe fin da piccoli disabituando così il piede al contatto col terreno (i muscoli della volta plantare si irrigidiscono, non ammortizzano più); l’asfalto su cui corriamo è una superficie troppo rigida anche per chi ha il piede in perfetta forma e un’ottima postura.
La corsa con le scarpe con le dita ha una meccanica di movimento pressoché identica a chi corre scalzo, avendo come suola 2 mm di gomma che servono per la protezione del piede ma non per l’ammortizzazione. Quindi i vantaggi e gli svantaggi sono gli stessi descritti precedentemente per la corsa a piedi nudi (ovviamente a piedi nudi lo sviluppo propriocettivo è maggiore).
Per quanto riguarda la scelta della scarpa da corsa: la scarpa deve essere flessibile, il piede non deve stare immobile all’interno ma avere almeno una minima libertà di movimento. Ricordiamoci che se il lavoro del piede lo esegue completamente la scarpa, il piede diventerà rigido!
A mio avviso vedo troppe “scarpe gommone” che sarebbero per parlare in termini tecnici le A3/4.
Queste scarpe hanno troppi centimetri di gomma, sembra di correre sui tappeti elastici su cui giocano i bambini.
Il piede non può funzionare bene in queste condizioni. Per iniziare, una buona scarpa A2 (dai 180 ai 240 g) ci protegge comunque dai traumi dell’asfalto. La forma non deve essere a punta, la scarpa non è aerodinamica ma deve avvicinarsi il più possibile alla forma del piede: quindi davanti è larga non a punta! Le dita del piede non possono fondersi insieme dentro una scarpa, altrimenti saremmo nati con le pinne! Le dita durante la meccanica della corsa si muovono, afferrano il terreno per farci avanzare; non azzeriamo completamente questi movimenti con scarpe che sembrano macchine da formula 1.
Dobbiamo progressivamente arrivare a correre con scarpe sempre più leggere (A1), flessibili e con la parte anteriore larga. Ce ne sono tante in commercio, io stesso ne uso un modello di una marca molto nota, quindi fateci attenzione quando acquistate le vostre scarpe, non sceglietele in base al colore per farle intonare con il completino!
Infine, fate molto allungamento globale di tutta la muscolatura posteriore ogni giorno (bastano 10’), camminate scalzi almeno in casa e le scarpe con le dita sono una buona terapia che potete fare ai vostri piedi portandole nella vita normale di tutti i giorni per qualche ora.
Spero che questi consigli vi possano aiutare per sviluppare al meglio il vostro modo di correre e di camminare. Buona corsa a tutti!

Conclusioni

Le riflessioni di questi due esperti, che lavorano ogni giorno sui piedi dei pazienti, devono essere valutate con estrema attenzione.
Ognuno di noi però deve trovare i suoi equilibri e fare le sue scelte.
Un venditore, un preparatore, un fisioterapista, ecc. ci possono aiutare a trovare la giusta direzione, ma solo noi siamo in grado di capire con precisione, ascoltandoci, quale strada prendere.