domenica 12 aprile 2015

Combinata bici corsa 11 aprile 15

Ieri niente piscina mannaggia! Lavoro e ferita mi hanno tenuto all'asciutto e la sacca, pur pronta,  è rimasta vicino alla scrivania.
In studio, appunto!
Così stamattina scopro che c'è un fresco birichino e mi tocca tornare nuovamente in centro, vestito come solo i ciclisti possono, affidare la bici alla barista che manco mi riconosce e salire a prendere ancora il crono, i manicotti e la fascia cardio!
Uff!
Meditando sul fatto che la barista trovava che la mia Botecchia stesse molto bene pandant con il suo plateatico, parcheggiata tra le sedie di ferro bianche (!), sono arrivato al Cristallo e ho scoperto che "il gruppone" era già partito.
Miii, peggio di un treno svizzero!
Un direttissimo Rovigo Este del sabato mattina!
Il mio orologio segna le 8:32, e dei ciclisti non c'era neanche la puzza! Maledetti! E maledetto me, che mi lascio il materiale in studio!
Così ho pedalato a 120 battute al minuto verso Boara, attapirato all' idea di farmela tutta in solitaria, ma il buonumore mi è tornato appena ho scorto dei prodi in divisa nero-blu che attendevano a Boara!
Carissimi colleghi!!!! Quanto mi piacete voi e soprattutto la vostra scia!!!! Marco, aggressivissimo con gli occhiali ciclistici, il Nicola con la sua Olimpya dai rapporti segreti e i calzini candidi compressivi, Massimo con una Wilier molto "fascion" (a me le Wilier mi garbano assai!) e la divisa da "vecio", e infine Matteo, con una bici futuristica dai raggi a lama in carbonio.
Quando ho visto quei cerchi ho avuto un piccolo coitus, interruptus solo perché dovevo tenere il passo!
Questa comitiva ha poi raccolto per strada quello che, non vorrei sbagliarmi, voleva vendermi il Garmin da bici, ma non si è più fatto vivo.
Così ci siamo un po' alternati alla testa a medie molto più blande rispetto al gruppone, ma comunque dignitose: tra i 32 e i 34 km/h
Ho anche tirato io per un buon pezzo, perché mi son messo in testa che devo far gamba e se sto sempre dietro .... mi tengo la panza... vabbhè... rima pietosa con licenza poetica ..!
In ogni caso ho provato a spingere e poco prima di Este, per non essere da meno del gruppone, ci abbiamo piantato la volatina a 40 all'ora. Passando Matteo gli ho urlato: - Dai, al massimo del cardio! -
Zio Rumeno!! E' finita che Matteo c'ha il cardio più meglio del mio e dopo un po' mi ha dato la polvere!!!
Qui ci siamo un po' sgranati: alcuni hanno ripreso la bici da poco e devono rifarsi un po' di base.
Ad Este ci siamo ricompattati, Matteo ha preso la testa del gruppo e ci ha condotti a una bella media verso Baone, superato il quale, appena ho visto un accenno di discesa, mi sono illuminato d'immenso e ho spinto più che potevo fino all'incrocio per Arquà Petrarca!

Oh, non so che dire, io quando vedo le discese sbrocco!!
Non vedo l'ora di piantare il rapporto più duro e spingere fin che ho gamba per poi leggere sul contachilometri velocità da motorino truccato.
Esattamente come un bocia!!! Me manca solo la carta da briscola attaccata con la molletta per far più rumore!!
Dopo l'incrocio ci ricompattiamo di nuovo e io mi metto più tranquillo a 32, con la deliberata intenzione di tenere un rapporto duretto per allenare la forza, visto che non abbiamo fatto salite degne di tal nome.
Neanche il tempo di stabilizzarmi, che mi sopravanza una locomotiva vecchio modello: un signore con un'elegante bici d'alto rango, montata col 52 davanti, un baffo folto sotto gli occhiali sportivi e una divisa scura, sobria.
Aveva una gamba tanto massiccia da sembrare fin deformata! MI dico che per me quello lì ha due muscoli, uno sopra l'altro!!!
Butto l'occhio sulla mia gamba e mi pare fin triste, altro chè un prosciutto come dice mia moglie!
Tiene un rapporto molto duro eppure va come un treno. Mi accodo.
Oscilliamo tra i 36 e i 34.
Nicola mi si accoda e mi avverte: - Non pensare di seguirlo, non ci pensare proprio!! -
Io invece, ignorando il motivo dell'avvertimento, mi son detto, memore di precedenti esperienze: - Col cacchio che non mi attacco!!! Dove lo becco un altro locomotore così!! Al limite lo perdo!! -
Invece gli sono stato dietro.
Nicola mi ha poi spiegato che quello era il padre di Matteo, esperto ciclista, e che se si fosse messo a tirare davvero, non ce ne sarebbe stato per nessuno!
Ho guardato la potenza di quel signore e pensato che "da grande" spero di poter fare come lui: bastonare i "ragazzetti" di quarant'anni in giro per i Colli!!
Senza baffo però!
Matteo ha messo una moltiplica leggera e seguiva il padre con una frequenza altissima, Nicola ignoro quale dei suoi tremila rapporti abbia ingranato, mentre io viaggiavo sul duro, come da propositi.
Rientrare a Rovigo è stata una sciocchezza, e mi sono permesso di accompagnare Matteo verso Santa Maria d'Adige per altri cinque chilometri, solo per il gusto di vedere il barluccicore del sole sui suoi orgasmici  e carboniosi cerchi a lama!
COMBINATA, SESSIONE BICI, DATI GARMIN
Rientro dunque a casa e, inconsapevole, ripongo la bici e infilo le scarpe da corsa. Ciuccio un po' d'acqua e sfilo manicotti e gilet: si parte!
Quanto faccio?
Dai, vedo strada facendo. Almeno sei chilometri! Non esageriamo!
Mi manca lo spirito motivazionale del pazzo di Mirco!
Lui se ne è andato per una 110 chilometri in solitaria, per poi buttarsi a correre chissà quanti mila chilometri a piedi.
Fosse stato lì, mi avrebbe detto: - Dai! Bisogna darghene!!! Ma che 6 chilometri!!! Per manco de dièse non me pulisso gnanca ji ociài!! -
Intraprendo la via per San Sisto con determinazione, mentre le gambe mi si annodano legnose sotto il culo e pare non vogliano proprio distendersi.
Ad ogni passo mi sembra di ricadere pesantemente su me stesso e riportare la coscia davanti a me è di un impegno tragico!
Dopo un chilometro le cose si fanno più facili, la corsa più sciolta, i battiti regolari si assestano su 160 e vedo con piacere che riesco a tenere agevolmente i 5 al km, che non è malaccio per me!
Qualche podista della domenica mi guarda avvolto nella tutina da ciclista (cinesata da 30 euri con bandiere dell'Italia ovunque, chissà che figura da esaltato!!!) col culo gonfio per l'imbottitura, domandandosi giustamente chi me lo fa fare.
Io imperterrito macino metri. Pare assurdo ora, ma quando inizi ad abituarti a distanze oltre i 10 km, 6 non sembrano più molti.
Al giro di boa inizio ad avvertire un po' di stanchezza.
Allenarsi in solitaria è davvero più dura!!! Le gambe sono pesanti, per fortuna non avverto sintomi di imminenti crampi, ma mi domando con insistenza come cavolo ho fatto l'altra volta a fare 12 chilometri con Mirco!!! Ero drogato! D'orgoglio probabilmente!!
A coloro che pensano che correre in solitaria sia noioso, comunque, devo dare una clamorosa smentita, perchè devono sapere che la corsa, soprattutto dopo 60 chilometri di bici, riserva incredibili emozioni!!
Mentre correvo mi sono accorto di aver sceso parecchi gradini della scala evolutiva. Non poteva che essere così!!!
Infatti la mia memoria Ram si è accorciata fino a comprendere non più di 10 secondi dall'ultimo avvenimento; i miei sensi si sono acuiti in modo evidente, soprattutto il mio naso ha iniziato a sentire tutti gli odori che questa giornata di risveglio primaverile poteva offrire; soprattutto le puzze! Odore di legna marcita tagliata da poco, odore di acqua stagnante dal vicino Adigetto, odore di pipì di cane e di gatto!
Ma di fiori in sta cazzo di ciclabile non ce ne sono???!?! #maiunagioia, direbbe qualcuno!
Al quarto chilometro ho iniziato a enumerare tutti i santi in ordine alfabetico e a dar loro eleganti nomignoli.
Al quinto grugnivo come una bestia da soma!
Emettevo rumori molesti che i passanti ascoltavano non esattamente deliziati da questo.
Ho deciso che era meglio mollare un po', 5 chilometri erano sufficienti, l'ultimo potevo rallentare e tenermi la mia vita, e così sono arrivato a casa.
Distrutto e contento.
COMBINATA, SESSIONE CORSA, DATI GARMIN
La chicca me l'ha riservata la mia vicina di casa che dal balcone, vedendomi sudato e ansimante, mi chiede: - Affaticato? Si vede che non è ben allenato!!!!
Aaaaaaa posto! Dopo questa sentenza, 'ndemo a farse na doccia!!!
E anca inquò...


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