lunedì 15 giugno 2015

Combinato bici corsa Albarella

Sabato avrei dovuto andare per boschi in moto con un caro amico, ma era il primo sabato libero della moglie, perciò... BEEEEP!!! Soluzione sbagliata!
Così dirottato verso Albarella.
Ho rimediato ad una intera giornata di pura lobotomizzazione da spiaggia con l'idea Boffi:
sfuttando i ritmi di sonno da letargo invernale della moglie, mi sono avviato di buon mattino verso l'isola  per 55 allegri chilometrini prima seguendo il Canalbianco, poi putroppo la statale, e infine il Po di Levante.
Da qualche parte ho letto che per il ciclista esistono solo due tipi di vento: quello a favore e quello contrario.
Per il Tajo, esclusiva! Esiste solo quello contro!
Dalla bora alla brezza, sono tutti miei e così è stato per tutto il tragitto, fatto salvo un breve intervallo tra Adria e Loreo.
Il gioco che mi è stato gentilmente regalato da Bortolami prevedeva:
10 miunti agile, 10 minuti con la 50 - 11 (o 12??? devo decidermi a contare di denti della corona più piccola!!!)
Zio billi alla seconda ripetuta coi rapporti duri avevo già iniziato a parlare da solo come un deficiente: ma che fadiga demmerda!!
Pareva di avere due cilici a fasciarmi le cosce!
La mia pavera Bottecchia pareva fatta di piombo, co' sti due numerini del contachilometri che pareva avessero un elastico attaccato!
Io mi tiravo su in piedi, li spingevo a 35 - 37, e op!, due noanosecondi e loro tornavano a 32!!!
Che due palle!!
Pedalare coi rapporti duri fa un certa impressione!
E' faticosissimo, ma nel contempo piacevole, quasi ipnotico.
Vedi la strada scivolare (abbastanza) veloce ai tuoi lati, ma appena abbassi lo sguardo le ginocchia si alternano lentamente come i bracci di spinta di un vecchio treno a vapore mentre sta partendo.
Mentre raggiungevo il centro commerciale il Porto di Adria, mi dicevo furente: - Ma spingi co ste gambe cazzo, ma dove vuoi andare?!?!?! Manco capace di tenere i 36! -
Una volta superata Adria in agilità e rimessi i rapporti lunghi per la terza volta, al secondo minuto, coi battiti che non volevano passare i 156, stavo chiedendo al mondo: - Ma perchè non c'ho forza?!?!? Cos'è che sbaglio!! Michele (Aglio) che cazzo sbaglio!! Se fossi qua te lo chiederei!!!! -
Voglio dire: ho fatto ormai 25 uscite, i miei insignificanti muscoletti hanno su 1300 km, ma perchè cazzo non miglioro?!?!?
Poi arrivava il tratto agile e mi riappacificavo con Dio e gli altri santi che avevo mano a mano disturbato poco prima....
Alla quarta ripetuta, dopo aver rivolto i miei strali prima contro me stesso, poi chiedendo aiuto esterno, non mi è rimasto che piangere in silenzio e sperare che finisse....

La cosa bella della bici, comunque, pur nel dolore dello sforzo, resta il fatto che riesci a guardarti intorno e anche a vedere quel che guardi.
Così indaghi giardini ben tosati e ordinati e corti più disordinate e ingombere, noti cani  a catena rabbiosi duri e altri cani più festosi e tranquilli, ma soprattutto noti i veci!
Di solito l'unica presenza più o meno viva che correda un'abitazione mentre passi in bicicletta è il vecio!
E in bicicletta è bello vedere i veci, perchè anche loro ti guardano che passi sulla tua bici che a loro sembrerà comunque bellissima e moderna e li vedi che ti guardano come se volessero montarci su al volo, come se tu non fossi un pirla a caso, ma Girardengo in persona, a Bartli o Coppi!

Alla fine sono arrivato al Porto di Albarella, dove mentre aspettavo che la moglie arrivasse con auto e scarpe, ho incontrato mio padre che mi ha guardato avvolto nella mia tutina cinese con la stessa identica espressione di affetto che avrebbe avuto il Duce di fronte al figlio recchione.
La cosa più simpatica che mi ha detto è stata che se non ci fosse il delitto di omicidio, a noi ciclisti ci tirerebbe sotto come birilli mentre pedalimo in fila indiana!
E' stato un caffè molto molto motivante!

Per fortuna la moglie è arrivata e io le ho affidato la mia bici, così mentre lei si fiondava in siaggia a cucinarsi, io me ne sono andato per una 10 chilometri a cazzo, sperando che il sole delle 12 non mi sublimasse tra un passo e l'altro.
E' stata dura. Sono partito bene sui 4:30, ma al 6 chilometro è stato chiaro che era meglio calare. Ero l'unico corridore nel raggio di 20 chilometri. Neanche sotto le frasche del boschetto mediterraneo a centro isola c'era molto sollievo e l'ultima cosa sensata che ho sentito è stato un bimbo in bici che guardandomi passare ha chiesto al pardre: - Babbo, babbo, ma perchè quello là corre???-
E lì, quando non raccogli neanche l'occhiata divertita e complice di un bimbo, hai capito tutto!
Quando una cosa non la vogliono fare i bimbi vuol dire che non è più figa!
Perciò quatto quatto ho aspettato che la strada mi conducesse al centro sportivo, rasentando le siepi nel tentativo di raffrescarmi alle pozzanghere di ombra che spuntavano qui e là, e chiudendo la mia corsa in un tempo comunque dignitoso, di fronte al sorriso splendido di una ragazzina che mi salutava da dietro un chiosco di patatine fritte fresche.
Io tutto sudato e stravolto, con addosso la più improbabile delle tenute da spiaggia, nero col culo babbuino e le bretelle che penzolavano ai lati, ho guardato quella giovane donna sorridente e ho pensato: - Ma che coraggio hai a salutarmi messo così??? -
- E comunque, perchè tu lo sappia, fammi tutti i sorrisi che vuoi, io co' sto caldo non comprerò mai le patate fritte...!!! -


Sessione corsa

Sessione bici

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